Navigarmi. Istruzioni per l’uso

Amo il nero, l’unico colore in grado di raccontare la luce e la tenebra.

Amo lo spazio, il senso di vuoto.

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Per navigare e per vivere mai puntare verso nord. La strada giusta è solo a sud est. 

 

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L’Aquila e i giorni nuovi

di Tiziana Pasetti – Un cielo che insiste azzurro e poi celeste e intreccia venti e nuvole, sfiora foglie che lasciano rami secchi e volano e atterrano e colorano di suoni strade e passi.

Ci sono stati giorni indifferenti e disattenti, lo so. Quella notte di tragedia e apocalisse e così d’amore è scivolata via, è diventata un tempo normale. Io l’odore del sangue e delle lacrime non lo sento più. Non lo vedo più. Tra le tue ferite c’era un rimpianto, c’era un battito sordo, in levare, perso.

Ho camminato notti intere, su di te. E quante volte ho cercato tra la polvere le impronte di quegli ultimi passi accanto ai miei, e le carezze che da me erano passate a te, avevano sfiorato i tuoi vuoti stupiti, le assenze di crolli d’anima e scheletro.

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Un imbuto, una luna e un solo vero tic. Massimo Cialente dalla Z alla A

 

di Tiziana Pasetti (l’articolo è stato pubblicato sabato 1 luglio 2017 sul quotidiano Il Centro)

Z come Zoo e Sentimenti: «Ci sono stato una sola volta, da bambino, a Roma. È un ricordo lontanissimo, di grande tristezza. Mentre camminavo tra quelle gabbie mi vergognavo, trovavo incomprensibile che delle persone potessero fare qualcosa di così innaturale a degli animali. Mi chiedevano se mi stessi divertendo, se mi piacevano le scimmie. Io tacevo. Mi vergognavo di dire che mi vergognavo. Ci sono sentimenti che non riesco ad esternare. È così da sempre. I miei sentimenti sono in gabbia, devono restare nascosti dentro di me, inaccessibili»

V come Fratello, come Valerio: «Non c’è più. Era un genio, una sensibilità unica. È dentro di me»

U come Umorismo e Locke (senza dimenticare Spinoza): «È la forma di intelligenza più intrigante. Non mi riferisco alla risata in qualche modo democratica ma a quella che arriva 5 secondi dopo, quella che nasce da uno stimolo analitico-deduttivo».

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Quando Cialente era Massimo l’Aquilano e diceva: “A fine mandato sparirò dalla politica”

di Tiziana Pasetti * –  Massimo Cialente non è più sindaco del capoluogo aquilano da due settimane. Forse mai come in questi giorni la sua presenza si è avvertita di più, però. Ovunque si parla di lui, sui social ma anche tra il settore carne in scatola e quello delle minestrine liofilizzate dei supermercati. Il dibattito sulla vittoria della coalizione guidata da Pierluigi Biondi non accenna a sfumare: interviste, analisi politiche e avviniristiche, Pietrucci e Di Benedetto in arte Chicco, il Pd e Renzi, Roma e l’ombra del Cavaliere, calcoli matemagici (avete letto bene) e un senso di spaesamento imponente e impotente. Chi ha tradito, se qualcuno ha tradito? Cosa accadrà, ora? Le risposte sono tante, milioni di milioni, verrebbe quasi da cantare.

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Dopo Obama e Totti, Cialente. Ma non ci sono più gli addii di una volta…

di Tiziana Pasetti – Pensateci. Un tempo i passaggi che connotavano e denotavano le nostre vite erano potenti, facevano attrito e penetravano un po’ come le ruote della carovana sul sentiero poco battuto. E’ tutta una questione di pressione, intensità e durata. Di affollamento, anche. E di strumenti, ovviamente.

Marshall McLuhan pubblicò Gli strumenti del comunicare nel 1964. In tutto il mondo il testo è conosciuto per una frase: “il medium è il messaggio“.

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ph: Tiziana Pasetti

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